L’utopia di un mondo unito. Tappeti di bandiere per Franz Ackermann a Milano

2019/8/12

Fino all’11 gennaio 2020 la galleria meneghina Gió Marconi ospita per la quarta volta i lavori dell’artista tedesco Franz Ackermann, classe 1963. Un immaginario naive ma pungente, che tenta di mettere in discussione il divario tra realtà e mondo digitale caratteristico del nostro tempo.

La ricerca di Franz Ackermann (Neumarkt-Sankt Veit, Germania, 1963) germoglia dalle cosiddette Mappe Mentali, un vero e proprio diario che l’artista cartografa a partire da schizzi raccolti durante i suoi numerosi viaggi internazionali. Il tratto inchioda su carta luoghi e spazi apparentemente lontani, filtrati da uno sguardo naive ma al contempo attento alle dinamiche socio-culturali della nostra epoca. Scorci distopici internazionali dai colori accecanti convivono nello stesso spazio, come a ribadire la crescente informatizzazione tecnologica, globalizzazione e omologazione culturale del nostro tempo.


New Neighbours nasce dall’analisi dagli arazzi di Alighiero Boetti (Torino, 1940- Roma, 1994), in fondo anch’esse mappature geopolitiche che pongono sullo stesso piano contesti spazio-temporali apparentemente distanti. Ackermann riprende il tema dell’affiliazione territoriale, avanzando l’utopia di un mondo unito attraverso la creazione di vasto tappeto di tutte le bandiere della terra. Queste sono state posizionate in maniera casuale, cosicché le nazioni mantengano la propria identità pur originando una nuova configurazione spaziale. Con la perdita dell’Aurea benjaminiana, il mondo digitalizzato permette l’immaginazione, e non solo, di confini sempre più trasparenti, fino a dissolversi in una grande e pericolosa sfera globale.


Ackerman

Ackerman

Oltre al grande flag carpet, in galleria sono in mostra una serie di assemblage, compositi da fondi dipinti a olio, un lavoro fotografico nel mezzo e collage architettonici nella parte superiore che consentono allo spettatore di misurarsi direttamente con l’opera. Il montaggio dei diversi elementi sfiora il delirio, da Das Deck che rappresenta la città di Milano come il ponte di una nave fino a I am Water, in cui le fotografie di fiumi, laghi, oceani scattate in diverse parti del mondo sono condensate in un’unica forma irregolare. La mostra vuole mettere in discussione il divario tra mondo digitale e mondo reale, ponendo l’accento sulle recenti derive sovranazionali e incostituzionali della politica attuale.

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